Il virus ha cambiato il mondo per sempre, non possiamo tornare a essere quelli di prima

Ci siamo scoperti impreparati. Fragili. Credevamo che l’estate avesse spazzato via questo virus. Abbiamo lasciato fare al tempo.

Oppure abbiamo negato o minimizzato il problema. Minimizzare non è stato così diverso da negare, è lo stesso meccanismo, solo più accettabile socialmente e politicamente. Non prendere atto di parte o tutta la realtà ha lo stesso fondamento: evitare l’angoscia che viene dal non sapere affrontare e accettare una realtà.

Abbiamo messo in atto un meccanismo di difesa comprensibile e naturale: l’evitamento. Solo che il virus non si fa condizionare … è tornato più potente e terribile.

Purtroppo, non l’hanno fatto solo molti cittadini, ma molti politici, influencer vari, giornalisti.

E noi? Noi formatori, professionisti, imprenditori, responsabili del lavoro? Cosa abbiamo cambiato, anzi, trasformato del nostro lavoro? Si è parlato tanto del “nulla sarà come prima” poi abbiamo sperato che il tempo, gli altri, o il destino, rimettesse le cose a posto.

Abbiamo fatto anche sforzi immani. Quasi tutti si sono adeguati a nuovi standard di sicurezza. E c’è chi ha trasformato il lavoro, il modo di relazionarsi nell’azienda, il metodo di produzione, il rapporto con il mercato. Chi si è preso il tempo e la forza di pensare e mettere mano alla propria azienda o studio.

Per questi, ammettere la gravità della situazione e agire su di sé – non sugli altri! – per affrontarla è stata la strada vincente, li ha aiutati a reggere questo lungo doloroso passaggio. Mentalmente prima ancora che economicamente.

Oggi non possiamo continuare a negare o minimizzare, ma nemmeno terrorizzare e lasciarci sopraffare dall’angoscia. O delegare ad altri.

C’è una terza strada tra negazione/minimizzazione e angoscia, una strada che parte dall’accettare la realtà della crisi e la propria fragilità – che non è debolezza.
Un riconoscimento della fragilità che è premessa indispensabile per cambiare noi, le nostre competenze, il nostro lavoro, la propria impresa, di essere “diversamente capaci” di stare con serenità e forza in questo nuovo scenario.

Abbiamo una seconda possibilità.

Prendiamoci il tempo per pensare e cambiare.

Il virus ha cambiato il mondo per sempre, non possiamo tornare a essere quelli di prima

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